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QUANDO IL VIAGGIO E' PIU' IMPORTANTE DELLA META

Spesso concepiamo il viaggio come una meritata vacanza, un’occasione di sano relax dopo mesi di lavoro, per potersi allontanare per qualche tempo dalle incombenze della città. Ci dirigiamo verso le mete che abbiamo sognato, prenotiamo voli d’aereo, gli hotel, o carichiamo le valigie in macchina e decidiamo gli orari strategici per non rimanere imbottigliati traffico prima di raggiungere l’arrivo.

Oggi però, ci dedicheremo ad una tipologia di viaggio diversa…

Un’avventura? Una sfida con se stessi? Voglia di vivere un’esperienza che cambia la vita? Ogni camminatore che intende intraprendere un viaggio a piedi, ha la sua personale motivazione che lo spinge a farlo, ma di sicuro, ci ha pensato a lungo prima di decidere di avviare l’impresa. Ciò che invece riguarda ognuno, sono gli effetti benefici che questa grande evasione regala, primo tra tutti una fisiologica diminuzione dello stress innescata sì dal movimento fisico, ma anche dalla lentezza del viaggio: ci si gode non solo la meta, ma anche, e soprattutto, il tragitto. Si assapora la calma degli spostamenti in totale opposizione alla frenesia della quotidianità da cui si fugge. È un viaggio di crescita interiore, dove bisogna mettere in conto fatica, solitudine (se si è soli), attimi di sconforto… momenti in cui non si deve perdere di vista la motivazione per cui ci si trova lì, nonostante tutto questo venga poi ripagato dalla soddisfazione di raggiungere un grande obiettivo con le proprie forze, e dal fatto di fare ritorno con un bagaglio di esperienze e di vissuti che torneranno utili per sempre.

Attenzione però, non necessariamente ‘viaggio a piedi’ è sinonimo di ‘viaggio faticoso’, per una motivazione molto semplice: la meta la decidiamo noi, insieme all’itinerario e alle soste, in base a quanto si è disposti a camminare giornalmente. Questo presuppone che ci sia un’adeguata consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, di quanto ci si è allenati in precedenza e di quanto riposo ci occorre prima di rimetterci in marcia. Naturalmente, la pianificazione del viaggio in base a quanto abbiamo detto ora, dipende anche dal tempo che abbiamo a disposizione. I viaggi a piedi possono durare qualche giorno, qualche mese… o qualche anno!


Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni.

(Paul Bowles)





Si può anche pensare di raggiungere un luogo (in Italia o nel resto del mondo) con un mezzo di trasporto e da lì proseguire a piedi. Il web ci è d’aiuto, perché il viaggio in cammino sta interessando sempre più persone e vi si trovano spunti di itinerari che lo promuovono, oltre a riportare storie di grandi viaggiatori che l’hanno provato, vissuto e raccontato.

Un’altra cosa che dobbiamo considerare prima di partire, oltre al percorso, sono gli eventuali imprevisti. Ciò deve andare di pari passo con una buona capacità di adattamento ai cambiamenti, anche repentini, che ci vengono imposti dagli eventi che non possiamo prevedere. Questo però, fa anche parte dell’avventura!

Per limitare al minimo le situazioni in cui ci potremmo sentire spaesati, è un buon consiglio portare con sé soltanto il necessario. Serve un’attenta analisi di ciò che è davvero utile e separarlo dal superfluo. Meno cose si hanno nello zaino e più si viaggia leggeri, con più comodità e più praticità. Ma per farlo, serve riflettere ancora di più sul nostro viaggio: dove vogliamo andare? Quali sono le situazioni meteorologiche? Come sono le condizioni del terreno su cui si camminerà?

In base a questo, decideremo cosa potrà servirci davvero, ma non dimentichiamo una borraccia, una torcia e l’indispensabile per un pronto soccorso. Soprattutto, facciamo attenzione a bilanciare correttamente il peso nello zaino, riponendo le cose più pesanti sotto alle altre. Sono delle accortezze che allontanano il rischio di affaticarsi inutilmente durante il cammino, e che aiutano a prevenire dolori alle spalle e alla schiena.

Inoltre, non è scontato raccomandarsi di conoscere l’essenziale dei luoghi che si attraversano, soprattutto se ci si sposta all’estero: raccogliere informazioni sulla burocrazia, sul tipo di cultura, sulla situazione economica del Paese ci potrebbe aiutare a prevenire qualche disguido… unendo uno spirito consapevole alla voglia di scoprire nuove parti del mondo!

Anche un abbigliamento adeguato alla zona verso cui ci stiamo dirigendo non è da sottovalutare: oltre al suggerimento di vestirsi ‘a strati’, è importante utilizzare magliette tecniche traspiranti, portare con sé indumenti impermeabili e soprattutto indossare scarpe adatte! I piedi saranno il nostro motore e sarà fondamentale non trascurare il loro benessere. Senza di loro, non potremmo proseguire, perciò è importante prendercene cura.


E' tutto? No.

Un Viaggiatore porta con sé la voglia di capire il mondo, di esplorarlo, di incontrare altri inquilini della Terra. Tiene lontani i pregiudizi e rispetta la natura, la gente, i luoghi che oltrepassa. Vive il viaggio come un'esperienza di vita, ha fame di scoperta e sete di avventura. E' questo lo spirito che dovremmo portare con noi. 


Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.

(Pino Cacucci)




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