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PASSEGGIANDO PER LA LIGURIA

La mezzaluna d’Italia non delude: un borgo fantasma, un vecchio maniero e una terrazza naturale sul mare. Tutto ciò stupisce, l’Italia è un Paese da scoprire, specialmente se ci si inoltra tra i boschi…


CANATE DI MARSIGLIA (GENOVA)

Stiamo per andare alla scoperta di un borgo fantasma, raggiungibile da un sentiero che parte dalla chiesa di S. Martino di Struppa (oppure percorrendo la Scalinata dei Mille Gradini, una mulattiera che richiede di essere ben preparati fisicamente). In due ore di cammino ci si gode il paesaggio del sentiero pianeggiante, viste collinari, scorci panoramici e piccole cascate. Si attraversa il ponticello in legno del Rio di Canate e un castagneto. In quel luogo, si viveva di castagne.

Un cerchio con all’interno un punto, simbolo della via, una vecchia auto quasi interamente ricoperta di edera e un grande albero cresciuto all’interno di una dimora diroccata, sono il segnale che siamo sulla strada giusta, che conduce in questo gruppo di case che ha origini antichissime, si parla addirittura del XII secolo.

Fino al 1951 il borgo risultava ancora popolato, ma a poco a poco, anche gli ultimi contadini l’hanno abbandonato, poiché manca una strada carrabile che conduce al paese più vicino, ossia Marsiglia.

E si fa un balzo nel passato, vedendo le case in pietra in rovina, ricoperte da piante rampicanti, oggetti della vita quotidiana come botti di legno, torchi, mangiatoie.

C’è una fonte, utile all’epoca sia per l’uomo sia per gli animali, e una pietra commemorativa ricorda l’incendio della comunità causato dai nazi-fascisti, in tempi di guerra.

Ogni casa era stata costruita su diversi piani, poiché sotto doveva ospitare la stalla e/o la cantina; ogni famiglia aveva qualche mucca e qualche pecora, e si coltivava a terrazza grano, patate, vino.

Attenzione però: tra i vari oggetti della vita quotidiana, possiamo vedere anche dei panni stesi, segno del fatto che, forse, non tutti se ne sono andati…


Partenza: S. Martino di Strupa

Tempo: 5 ore

Dislivello: 300/500 mt





CASTELLO DELLA PIETRA (GENOVA, VALLE VOBBIA)

Il castello che stiamo per conoscere è suggestivamente raggiungibile solo a piedi, attraverso un bosco e una scalinata, partendo dalla strada provinciale.

Si tratta di un maniero feudale risalente all’anno 1000, incastonato curiosamente tra due speroni di roccia che fungono da bastioni, in un perfetto connubio tra edilizia e natura. Una fortezza che si staglia contro il cielo, a strapiombo sul torrente.

Sorto inizialmente per volere dei vescovi di Tortona con funzione antisaracena, è appartenuto a diverse famiglie, e poi abbandonato alla fine del XVIII secolo, al termine dell’epoca feudale. Fu anche dato alle fiamme dalle truppe napoleoniche. Ora, appartiene al comune di Vobbia.

È visitabile anche all’interno, dove si possono vedere grandi camini, scale, segrete. Il grande salone era il fulcro della vita del castello, mentre i torrioni avevano l’ovvia funzione di posti di guardia.

L’edificio presenta anche delle cisterne che potevano contenere 100.000 litri d’acqua, a scopo difensivo.


Il castello è raggiungibile anche seguendo il Sentiero dei Castellani, l’antica via utilizzata dai proprietari della fortezza. Si tratta di 4 km nel bosco percorribili in 2 ore di cammino, partendo da località Torre (Vobbia).


Partenza e arrivo: 1 km prima di Vobbia

Tempo: 30 min

Dislivello: 80 mt






FRAMURA: IL SALTO DELLA LEPRE

Dalla spiaggia di Bonassola sale una via che poco dopo diventa sentiero a gradini (seguendo il segnavia di un pallino azzurro) e ancora, strada sterrata. È quindi un percorso vario, immerso nel verde degli ulivi, dei pini marittimi, dei colori dei fiori, in contrasto con il blu del mare. Il sentiero ha una meta ben precisa, ma non manca di presentare anche altro, come due bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e una suggestiva chiesetta rosa, la Cappella della Madonnina della Punta, a picco sul mare, risalente al XVII secolo.

Infine, si raggiunge finalmente il Salto della Lepre, un punto panoramico a 120m d’altezza sul mare, una terrazza naturale su di una parete a strapiombo sopra le onde.

Il luogo riporta questo nome poiché narra una leggenda che una lepre preferì lanciarsi nel dirupo piuttosto che lasciarsi catturare dal cacciatore che la stava inseguendo.


Partenza: Bonassola

Dislivello: 300m

Tempo: 2 ore




La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi. (Bruce Chatwin)
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