PASSEGGIANDO PER I LAGHI DELLA LOMBARDIA

Camminiamo con l'immaginazione nei pressi dei meravigliosi laghi della Lombardia; angoli di mondo che sarà un piacere scoprire soprattutto per noi amanti delle escursioni e della natura! 


LAGO D’IDRO (provincia di Brescia)

È il lago più piccolo della Lombardia, ma si riscatta per il suo essere così caratteristico, tanto da essere conosciuto come ‘la piccola perla del Nord Italia’. Sì, perché dal punto di vista naturale, storico e culturale, presenta una varietà di paesaggi e punti di interesse che lo rendono, a tutti gli effetti, un piccolo gioiello.

Il lago è circondato da paesini medievali, da boschi fitti e rigogliosi, e da un’infinità di sentieri che si snodano nella natura incontaminata. Se si è fortunati, oltre agli animali più comuni come il gabbiano, l’airone e il martin pescatore, ci si può imbattere anche nel cervo e sentire l’inconfondibile cinguettio dell’usignolo. Cosa può cercare di più un amante della natura? E se si è anche sportivi, allora è proprio il caso di visitarlo: le escursioni per gli appassionati di trekking sono solo una delle alternative, dato che ci sono zone che possono essere percorse in Mountain Bike. E trattandosi di un lago, si praticano anche attività come nuoto, canoa, surf e vela.

Tra le montagne della Valle Sabbia che gli fanno da corona, con il fiume Chiese che lo nutre e con ciò che offre il lago stesso e le sue sponde, questo specchio d’acqua è il luogo ideale da conoscere se si vuole trascorrere una giornata all’aperto, all’insegna dello sport e della scoperta.

Per quanto riguarda il trekking, vi segnaliamo un percorso breve e suggestivo (2 ore e mezza circa, 456 m di dislivello) che conduce al Forte di Valledrane, costruito nei primi anni del ‘900 dal Governo Italiano per sorvegliare l’area del lago fino al confine con l’impero austro-ungarico. È una delle fortificazioni più grandi presenti in Italia.

Posizionato sopra il Lago D’Idro, ad un’altezza di 831 m, il forte dispone di sei cannoni che hanno sparato nei primi tempi della guerra.

Dall’abitato di Idro basta seguire le indicazioni che portano alla fortificazione, che è posta sul Monte Valledrane e la strada sterrata che lo raggiunge è agevole e panoramica: si ha una meravigliosa vista sulle Dolomiti, sulla cittadina di Lavenone, sulla Valle del Torrente Abbioccolo e sulla Corna Blacca.

Per chi invece vuole un’escursione più audace, segnaliamo il percorso che conduce alle Cascate del Neco (3 ore totali in un dislivello di 800 m), una fattibile ferrata che in ogni caso può essere aggirata da chi soffre di vertigini e da chi non è ben allenato, essendoci un sentiero alternativo.

È un itinerario consigliato per la sua bellezza: si snoda lungo la sponda orientale del Lago D’Idro e va da Vesta a Baitoni.

La prima parte è d’acqua: si incontra la Forra del Torrente Neco e si attraversa un sentiero attrezzato con ponti, scale e funi metalliche. È come dicevamo evitabile per chi cerca un percorso tranquillo che giunga alla medesima meta: suggestivi salti d’acqua e fragorose cascate impreziosiscono il luogo già di per sé spettacolare.

La strada del ritorno invece, per non farsi mancare nulla, è lungo il bosco e segue la Via dei Contrabbandieri.





ANELLO DELLE FORNACI (ISPRA, VARESE)

Siamo in una zona del Lago Maggiore in cui la lavorazione della calce ha una tradizione che si perde nei secoli e che raggiunge la massima attività tra il 1800 e la metà del secolo scorso.

Ad Ispra in special modo, c’è un originale sentiero ad anello tra le fornaci, che fa rivivere agli escursionisti l’antico splendore del luogo, con panorami bellissimi sul Lago.

Stiamo parlando di un’area favorevole all’estrazione e alla lavorazione della calce perché particolarmente calcarea, e già dal Medioevo iniziarono a sorgere le cave. Poi, nei pressi di queste, sono state costruite le fornaci, alimentate dalla legna che si trovava nei boschi vicini.

La calce serviva per le costruzioni, per la concia della pelle, veniva usata come disinfettante e come concime per i campi, ed era utile anche per la realizzazione della ceramica.

Oggi, a conferma della loro ricca attività passata, le fornaci di Ispra sono considerate delle vere e proprie opere archeologiche industriali che si possono ammirare attraverso questo singolare percorso ad anello che offre anche la ‘Spiaggia delle Fornaci’, un luogo distante dalla città che promette pace e silenzio.

Si parcheggia l’auto ad Ispra e si imbocca il Lungolago Amerigo Vespucci, dove si possono individuare i primi cartelli segnavia.

La prima parte del sentiero è nota come ‘la passeggiata dell’amore’ perché vi si trovano delle piastrelle con incise delle poesie romantiche.

Si prosegue lungo un meraviglioso paesaggio vicino all’acqua e si attraversano scogli e piccoli ponti, per poi lasciare questa parte di percorso in piano e continuare su di un’importante scalinata nel bosco, dopo la quale si inizieranno ad intravedere le prime fornaci.

Un ripido sentiero conduce alla vetta che regala un panorama emozionante.


Tempo: 2 ore

Lunghezza: 6 km circa

Dislivello: 156 m





L’ORRIDO DI NESSO (COMO)

Se ci si trova nei pressi di Como, non si può non passare per un piccolo, suggestivo luogo non visibile nel borgo di Nesso. Siamo ad appena 16 km dalla città, sulla sponda orientale del ramo: qui, a Nesso, si incontrano due torrenti, il Tuf e il Nosè, che si uniscono in un canyon, una stretta e profonda gola rocciosa nascosta in questo angolo di mondo, e si gettano nel Lago di Como con un’incantevole cascata alta 200 m.

Si può parcheggiare anche in prossimità del belvedere di Nesso e per giungere al punto di interesse si devono affrontare più di 300 scalini, dopo i quali e dopo un breve tratto di percorso, a sinistra si incontreranno il ponte della Civera (un ponte medioevale) un portico ed un tunnel in pietra, ed infine, l’Orrido di Nesso.

In alcuni punti è possibile vedere il canyon roccioso dall’alto, e sentire il fragoroso suono dell’altissima e suggestiva cascata che lo contraddistingue.


Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte’. Leonardo da Vinci




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