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Fascite plantare: cosa dobbiamo sapere!

Ogni organo del nostro corpo, dal più piccolo al più grande, è indispensabile e lavora in sinergia con tutti gli altri, con funzioni e scopi ben precisi per consentirci di compiere le nostre azioni quotidiane, dalle più banali a quelle che richiedono sforzi maggiori, da quelle volontarie a quelle involontarie.


Il legamento arcuato è una fascia fibrosa che unisce il calcagno alle falangi prossimali (la base delle dita); è larga, spessa e robusta, in modo da resistere alla grande e costante pressione applicata dal corpo, e si distende e si contrae ad ogni passo, come una gomma elastica.


Nello specifico, la fascia plantare, nel tallone, presenta un cuscinetto di grasso che assorbe e attutisce i colpi quando si cammina e specialmente quando si corre. In più, fa fronte al peso del corpo che grava sulla zona, distribuendolo quando siamo in movimento e soprattutto quando stiamo compiendo sforzi. Se questi impegni sono particolarmente ed eccessivamente intensi, il legamento arcuato va sotto stress e si può andare incontro alla fascite plantare, che si riferisce proprio all’infiammazione dello stesso legamento.


Ma la smodata e inadeguata attività fisica non è l’unica causa della fascite plantare,

nonostante sia un disturbo riscontrato molto spesso negli sportivi; ne possono risentire coloro che presentano il piede piatto o il piede cavo, chi soffre di obesità e diabete, chi per lavoro o per altre esigenze passa troppe ore in piedi e chi inizia un’attività sportiva relativamente faticosa improvvisamente. Inoltre, scarpe troppo strette o troppo larghe di certo non prevengono la comparsa di questo disturbo.

Continui movimenti di sovraccarico sproporzionato e non idoneo, provocano microtraumi nella fascia plantare, che a poco a poco si sfibra e perde elasticità, con conseguente accorciamento del legamento.

Dunque, la fascite plantare si manifesta con un dolore intenso che interessa principalmente il tallone per poi estendersi anche alla pianta del piede. Può palesarsi nelle vesti di fitte che fanno la loro comparsa in circostanze precise, ad esempio dopo essere stati fermi a lungo (come di mattina) o quando ci si rialza dopo essere stati seduti per molto tempo. Il dolore si presenta anche dopo l’attività fisica (raramente durante, o almeno, mentre si è in movimento la dolenza va a scemare).

I dati ci insegnano che sono soprattutto le donne e in generale le persone di mezza età, ad aver constatato maggiormente di soffrire di fascite plantare, oltre appunto agli sportivi, specialmente chi pratica danza, aerobica, attività di corsa, che dal momento della comparsa dei primi sintomi, sono limitati nello svolgere i loro esercizi.

C’è inoltre da dire che i dolori al piede comportano un appoggio scorretto dello stesso, con conseguente alterazione della postura della schiena e degli arti inferiori durante la camminata.


La fascite plantare è un disturbo che va curato, ma soprattutto può essere prevenuto!

Innanzi tutto, è fondamentale praticare attività fisica in maniera graduale e adeguata al nostro organismo. È importante utilizzare scarpe comode che si adattano alla conformità del piede (e non viceversa!) e concedere tempi di riposo e di rilassamento ai nostri piedi.

A questo proposito, proponiamo un consiglio pratico: riformiamo la posizione plastica della fascia plantare in una posizione elastica, scaldando la zona con movimenti del piede, aumentando la temperatura e la circolazione, anche con l’utilizzo di Yowalk. Questo accorgimento consente di trasformare la muscolatura miofasciale da fredda a calda, permettendo ai piedi di essere pronti per l’attività sia sportiva sia quotidiana.

Lo stesso accorgimento è funzionale anche successivamente alla pratica sportiva e allo stress giornaliero, ripassando l’esercizio per rilassare la fascia plantare, in modo da riportare la zona progressivamente in uno stato di benessere.





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