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Dita del piede: piccole ma essenziali.

Quali sono le funzioni delle dita del piede?

È probabile che sorgano spontaneamente le considerazioni sull’utilità delle dita della mano: prendiamo, scriviamo, premiamo, mangiamo, utilizziamo strumenti quali computer e cellulari o utensili anche molto piccoli che necessitano di precisione e concentrazione, la lista potrà sembrarci infinita. Sono sotto i nostri occhi costantemente e le impieghiamo in continuazione, anche senza consapevolezza.


Ora, è curioso riflettere sul fatto che allo stesso modo le dita dei piedi hanno un’importanza per quanto riguarda l’efficienza delle nostre attività quotidiane, anche se sfuggono alla nostra vista perché più distanti dai nostri occhi rispetto alle dita della mano, o nascoste dalle calzature: non le vediamo ma ci sono, e lavorano senza sosta!

Hanno dimensioni contenute, solo pochi centimetri, eppure partecipano attivamente alle funzioni del piede, per ciò che riguarda la deambulazione principalmente, ma non solo: hanno una parte di responsabilità per il buon appoggio del piede durante la camminata, contribuiscono al mantenimento della stabilità e dell’equilibrio ed è anche grazie alla loro presenza se il peso del nostro corpo è distribuito correttamente, sia quando siamo in movimento (lento o rapido) sia quando siamo fermi, in piedi.


E inoltre, la loro unicità concorre a rendere unico il nostro piede.

Ma approfondiamo ancora e indossiamo una lente di ingrandimento: come sono fatte? Come sono strutturate al loro interno?

Il piede è nella sua totalità un capolavoro eccezionale di biomeccanica,

ma concentrandoci in questo momento sulle sue cinque dita, è interessante scoprire che esse contano 14 ossa, chiamate falangi (nello specifico, 3 per ogni dito, a parte l’alluce che ne ha solo 2). Le ossa sono collegate tra loro da altrettante 14 articolazioni che consentono il movimento delle stesse.Nelle dita dei piedi inoltre sono presenti dei muscoli, uniti alle ossa grazie ai tendini.E non è ancora tutto, perché non mancano terminazioni nervose importanti per l’aspetto sensitivo delle dita. Dunque, esiste una complessità interna ad ogni singolo dito del piede che non è da sottovalutare.

E proviamo a pensare a cosa può succedere se per qualche motivo (frattura, artrite, neuroma di Morton…) ci fa male un dito: in molti casi è compromesso il movimento dell’intero piede, si può provare dolore nei momenti dell’appoggio sul suolo e di conseguenza, ne risente la completa azione della camminata.


Come dicevamo all’inizio, si tratta di pochi centimetri del nostro corpo… ma essenziali. Se qualcosa non procedesse correttamente nel loro funzionamento, ce ne accorgeremmo.

A questo punto può sorgerci una domanda spontanea: c’è un modo per prendercene cura?

E la risposta è sì. Possiamo arginare i piccoli grandi fastidi del piede racchiuso nella scarpa (soprattutto se non adeguata) per diverse ore al giorno, sollevando almeno le nostre dita dall’essere costrette anch’esse nel calzino.


Le dita, per lavorare in modo corretto, devono muoversi indipendentemente le une dalle altre, allargandosi nello spazio che viene concesso loro dalla scarpa, per garantire al corpo il massimo della stabilità. E questo può accadere soltanto indossando calzini a cinque dita, che consentono a tutte le dita di lavorare non solo singolarmente e correttamente, ma anche in maniera più naturale, più simile a come agirebbero quando camminiamo a piedi nudi.

Le dita poi, avvolte una ad una dal tessuto, si mantengono più asciutte e protette dall’inevitabile sfregamento tra loro stesse quando camminiamo; tale attrito può essere l’origine di irritazioni e piccole vesciche.

Dopo tutto, varrebbe la pena provare!




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