10 curiosità che (forse) ancora non sappiamo!

1. Nel piede ci possono essere tracce dei nostri antenati

Il piede ha subìto un processo evolutivo non indifferente quando i nostri antenati hanno assunto la posizione eretta per muoversi.

Un interessante studio (pubblicato su American Journal of Anthropology nel 2013 da J. De Silva e S. Gill dell’Università di Boston) ha rilevato che in un campione di 398 persone, 32 presentavano una flessibilità a metà della lunghezza, tipica degli scimpanzé. Una caratteristica che la naturale evoluzione ha fatto perdere alla maggioranza perché non più utile per via del terreno regolare su cui camminiamo oggi.


2. Le dita dei piedi non hanno un nome come le dita delle mani

L’alluce è l’unico dito del piede ad avere un nome ufficiale, oltre a ‘primo dito’: lo ritroviamo nella letteratura scientifica e nei libri di anatomia.

Le altre dita invece, sono chiamate semplicemente secondo dito, terzo dito, quarto dito, quinto dito.

Eppure, nel corso del tempo, sono sorti nomi singolari, anche se non ufficiali e non riconosciuti scientificamente. E così si copre che il secondo dito può essere chiamato illice, il terzo dito trillice, il quarto dito pondulo, il quinto dito minolo.


3. Le ossa dei piedi sono tantissime

I piedi contano insieme 52 ossa (tra le più grandi alle più piccole), nello specifico 26 ossa per piede.

È una cifra importante, soprattutto se consideriamo che rappresenta circa 1/4 del numero di tutte le ossa di cui è dotato complessivamente lo scheletro umano!


4. La riflessologia plantare è una pratica antichissima

Pare proprio che sia lontana nel tempo la scoperta del massaggio ai piedi come tecnica da cui trarre benefici: in Cina ed in India veniva apprezzata già nel 5000 a.C.

Ma abbiamo una prova tangibile della sua usanza soprattutto se andiamo ad osservare la scena di un dipinto presente della Tomba dei Medici dell’antico Egitto (risalente al 2330 a.C.), dove si scorge nitidamente la rappresentazione di un massaggio ai piedi.


5. Il concetto di ‘piede’ è talmente importante che lo troviamo radicato all’interno della mitologia, della storia, della religione, della cultura.

Dalla mitologia, il tallone d’Achille è diventato a tutti gli effetti un modo di dire di uso comune nella lingua parlata e scritta, e va ad indicare il punto più vulnerabile di qualcuno o qualcosa;

Leonardo Da Vinci ha parlato specificatamente del piede definendolo ‘un’opera d’arte, un capolavoro di ingegneria’;

nella Bibbia ci sono numerosi riferimenti simbolici collegati ai piedi, e sono citati oltre 300 volte.

I piedi sono stati dipinti e scolpiti da grandi artisti che hanno fatto la storia: si sono concentrati sulle estremità con un impegno che sembra tutt’oggi palpabile, tanto che i particolari e i dettagli sono punto di interesse per gli appassionati. Per citarne solo alcuni, pensiamo al Canova e alle sue meravigliose opere, o ai quadri di Renoir e Manet.

Questi sono solo alcuni degli esempi per dimostrare che la nostra storia e la nostra letteratura sono costellate da riferimenti ai piedi.

Si può anche menzionare la cultura cinese, nel momento storico in cui si fasciavano i piedi delle bambine. Era una pratica dolorosa poiché il piede non smetteva di crescere, ma si sviluppava deformato. Era il simbolo della sottomissione femminile, ma non solo, era la prova di un’alta capacità di sopportazione del dolore e di un forte coraggio.



6. Principalmente ci sono 3 tipi di piede

precisamente così chiamati:

Piede egizio: l’alluce è più lungo del secondo dito

Piede greco: il secondo dito è più lungo dell’alluce

Piede romano: l’alluce e il secondo dito hanno pari lunghezza


7. I piedi traducono le nostre emozioni

Il linguaggio non verbale è tutto ciò che noi diciamo senza l’utilizzo della parola. Per noi, parla il nostro corpo, che involontariamente e inaspettatamente, fa trasparire più o meno visibilmente ciò che sentiamo e ciò che proviamo. Sudorazione, arrossamento del volto, movimenti nervosi delle mani, sguardo distolto, gambe o braccia incrociate, ecc…

Psicologi contemporanei parlano nello specifico di come anche i piedi, se ben osservati, rivelano le nostre emozioni autentiche, ma abbiamo detto bene: se ben osservati! Sono fisicamente lontani dalla nostra e altrui vista (potente mezzo di controllo), sono nascosti dalle scarpe e spesso si trovano al di sotto di sedie o tavoli, ed è per questo che ci dimentichiamo che anche loro ‘‘parlano’’ e anzi, proprio perché non sono visti, li lasciamo inconsapevolmente liberi di comunicare.

Per fare degli esempi, le gambe incrociate possono significare distacco e difesa, ma se il piede oscilla lentamente, soprattutto se stiamo parlando del piede una donna, possiamo leggere in questo gesto sensualità, attesa, interesse.

Il piede in continuo movimento quando si è in piedi di fronte ad un interlocutore può essere sinonimo di fretta e nervosismo, soprattutto se le punte non sono rivolte verso la persona che sta di fronte. Le punte infatti, sono le frecce del nostro interesse, indicano la via che vogliamo prendere. Molte volte, sono sincronizzate con la direzione del nostro sguardo, anche se non ce ne accorgiamo.


8. Esiste il terrore dei piedi

…e si chiama podofobia.

Si manifesta (e viene quindi trattata) come una normale fobia, perciò anche alla sola vista di un piede si può provare ansia, disgusto, addirittura panico, paura irrazionale. Tutto ciò è limitante se pensiamo alle occasioni in cui ci capita di vedere persone scalze, in piscina, in spiaggia, nell’intimità di casa.

Molti sono attratti dai piedi curati e molti li usano come arma di seduzione, ma esiste anche questo rovescio della medaglia, e non è nemmeno così poco comune, anzi; si stima che almeno 1 persona su 1000 prova fastidio a vari livelli di intensità quando si trova di fronte ad un piede, anche senza un contatto fisico.


9. Il piede è un’unità di misura

…anche se non fa parte del SI (Sistema Internazionale di unità di misura).

Usato prevalentemente nel Medioevo, oggi lo troviamo per calcolare la quota in aeronautica, per valutare la lunghezza di alcune imbarcazioni, e in alcune zone anglosassoni.

La corrispondenza è esattamente:

1 piede = 30,48 cm

3 piedi = circa 1 metro


10. Gimnopodismo o barefooting sono all’ordine del giorno

Il Barefooting così inteso nasce in Nuova Zelanda, per poi spuntare in America e in seguito in Europa. In Italia corrisponde al Gimnopodismo, è cioè lo stile di vita abbracciato da coloro che decidono di non indossare calzature e di camminare a piedi nudi.

Le motivazioni che sottostanno a questa scelta sono diverse, tra le quali spicca la diretta connessione del corpo con la natura e la sensazione di libertà, ma non dimentichiamo che possono esserci delle controindicazioni legate al camminare a piedi nudi, che devono essere ben valutate.

Più che una nuova alternativa, possiamo dire piuttosto che è un ritorno alle origini dell’uomo!

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