Passeggiando per l’Emilia Romagna

Passeggiando per l’Emilia Romagna.

L’Emilia-Romagna è un’altra delle meravigliose regioni italiane.

Ecco 3 luoghi che sarà bellissimo scoprire…e che prevedono un po’ di sano trekking!

Un tuffo nella fantasia, un itinerario che unisce due regioni e una cascata nota perfino a Dante!

IL SENTIERO DEGLI GNOMI (Bagno di Romagna Terme)

È un luogo che piace soprattutto ai più piccoli, ma che diverte anche gli adulti che sanno guardare il mondo con gli occhi dei bambini.

Attraversando un ponte situato sul fiume Savio, si ha accesso ad un sentiero in mezzo al bosco dell’Arminia, con tutto il fascino che può trasmettere un cammino tra gli alberi, caratterizzato da ponticelli, sculture, racconti di fantasia. L’unione tra natura ed immaginazione sarà magico: qui gli gnomi vivono in una piccola comunità nascosta e solo chi ci crede veramente riesce a scorgerla!

Costeggiando il torrente Arminia, si passeggia tra i profumi e i suoni del bosco, tra costruzioni in legno di animali, sorprese fiabesche e informazioni sulla flora e fauna del posto che si possono leggere nei cartelli disseminati lungo il sentiero.

Partenza: giardini del centro di Bagno di Romagna

Lunghezza: anello di 2 km

Tempo di percorrenza: 1 ora circa

VIA DEGLI DEI (Bologna)

Un sentiero particolare per la sua lunghezza e speciale per ciò che offre: si tratta di un’antichissima via utilizzata in epoca romana per unire le città di Bologna e Firenze, attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano. In alcuni tratti, il percorso passa proprio sulla storica strada, resistita 2000 anni!

A chi ancora non conosce questo percorso, ma ama le lunghe, lunghissime camminate o la mountain-bike, segnaliamo alcuni luoghi di interesse storico, culturale e ambientale che si incrociano lungo la via, affinché diventi un’esperienza arricchente oltre che sportiva.

Santuario di San Luca, Acquedotto Romano, Oasi di San Gherardo, Contrafforte Pliocenico (area fossilifera) il più grande cimitero tedesco in Italia, Pieve di Sant’Agata risalente al 1175, Musei di arte sacra e contadina, Convento Bosco Ai Frati, uno dei più antichi della Toscana, Castello di Trebbio, preferito da Lorenzo il Magnifico e abitato da Amerigo Vespucci.

Il sentiero si snoda lungo strade, prati e boschi con alberi secolari, selciati romani, mulattiere che costeggiano i resti della Flaminia Militare. La diversità e la biodiversità dei luoghi, riempirà il tragitto di scoperte. È consigliato studiare o ipotizzare le tappe anticipatamente.

Partenza: Piazza Maggiore a Bologna

Arrivo: Piazza della Signoria a Firenze

Lunghezza: 130 km

Altitudine massima: 1190 m s.l.m

Tempo di percorrenza: in 4 giorni, se si cammina molto, si raggiunge Firenze e in meno di una settimana se si preferisce procedere con lentezza.

CASCATA DELL’ACQUACHETA (Valle del Montone, 500m)

Stiamo per scoprire un percorso che attraverso scrosci d’acqua e suoni del bosco, conduce ai ruderi dell’eremo dell’Abbazia di San Benedetto.

Seguendo il segnavia bianco-rosso, ma se si vuole essere più naturalistici, costeggiando semplicemente il torrente, si giunge al Fosso del Sasso Bianco. Durante il cammino si può incontrare anche la Ca’ del Rospo, un antico fabbricato utilizzato per gli attrezzi agricoli. Proseguendo bisognerà affrontare un’importante salita in mezzo al bosco e successivamente una ripida discesa fino ad arrivare al Molino dei Romiti. A questo punto la fatica sarà ripagata: poco distante, infatti, si giungerà ad un belvedere posto proprio di fronte alla Cascata dell’Acquacheta.

Ci si troverà a 678m s.l.m e si avrà la vista su una spettacolare cascata larga 30m e alta 90m. Nonostante sia proprio lei ad attrarre il camminatore, il sentiero continua verso una cascata minore, formata dal fosso di Ca’ del Vento. Passeggiando poi su un breve tratto di mulattiera, si arriva alla Piana dei Romiti e poco dopo, all’Abbazia di San Benedetto.

Partenza: primo tornante dalla strada che da San Benedetto in Alpe conduce a Marrade.

Tempo di percorrenza: 1.30

Dante soggiornò proprio a San Benedetto in Alpe.

In questo tratto del canto XVI dell’Inferno, accosta la cascata del fiume infernale del Flegetonte alla cascata!

“Come quel fiume c’ha proprio cammino

prima del Monte Viso ‘nver levante,

da la sinistra costa d’Apennino,

che si chiama Acquacheta suso, avante

che si divalli giù nel basso letto,

e a Forlì di quel nome è vacante,

rimbomba là sovra San Benedetto

de l’Alpe per cadere ad una scesa

ove dovea per mille esser recetto;

così giù d’una ripa discoscesa,

trovammo risonar quell’acqua tinta,

si che ‘n poc’ora avría l’orecchia offesa.”

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