Passeggiando per la Lombardia

Passeggiando per la Lombardia.

La Lombardia è, senza alcun dubbio, una regione che invoglia ad essere scoperta ed ammirata.

IL SENTIERO DELLE VASCHE (Valmadrera, Lecco)

Un sentiero discretamente avventuroso, che conduce alla Piana di San Tomaso, un terrazzo costruito dalla natura che si affaccia su uno spettacolare panorama che dà su Lecco.

Per raggiungere questa meta, servono attenzione, equilibrio ed impegno: il percorso presenta alcuni passaggi che richiedono allenamento ai sentieri impervi di montagna. Si consiglia quindi di partire con l’attrezzatura adeguata, in particolare scarpe da trekking ed eventualmente imbracatura e cordino di sicurezza, utili nel primo tratto.

Dopo aver lasciato l’auto, bisogna individuare un cancello da cui inizia l’escursione, seguendo la sinistra del Torrente Inferno. Dopo un ponte e una scalinata, si incontrerà la mulattiera che conduce alla chiesa di San Martino. È qui che dovrà essere imboccato il sentiero di interesse, che si troverà sulla destra.

La via continua a seguire il Torrente Inferno che talvolta si oltrepassa, perciò bisogna attraversare acqua e di sassi. I tratti più difficoltosi sono muniti di catene, staffe o gradini scavati nella roccia, che facilitano gli attraversamenti.

Lungo il percorso si trovano cascate e vasche, dalle quali appunto prende il nome il sentiero, ma non solo: di interesse storico sono anche la diga artificiale costruita per la ex filanda locale e le incisioni rupestri su una roccia erratica (trasportata da un ghiacciaio).

È in questo modo avventuroso che si raggiunge la Forra del Torrente Inferno, dove lo sguardo si perderà tra cascate, rocce e vasche scavate nel corso dei secoli.

Proseguendo, ci si allontana dal torrente e si percorre un sentiero di montagna, questa volta adatto a tutti.

Si attraversa località Taja Sass (623 m), un luogo curioso dove, tra la fine del 1800 e la metà del 1900 si tagliavano i massi trasportati 18000 anni fa dal ghiacciaio dell’Adda.

Il sentiero è semplice e panoramico e si raggiunge velocemente la meta, la Piana di San Tomaso, una distesa di prati, un balcone naturale che dona una vista mozzafiato sulle montagne Grignetta, S. Martino, Monte Due Mani, Resegone e sui laghi Garlate, Annone, Pusiano, Adda.

Dalla chiesa, un sentiero di un’ora riconduce alla valle.

Partenza: lasciare l’auto a Valmadrera, in Via Pace (260 m)

Arrivo: Piana di San Tomaso (580 m)

IL SENTIERO DELLE ESPRESSIONI (Como)

Un sentiero che si svolge interamente in mezzo al bosco, in grado di coniugare natura e arte, un’arte che nasce dal legno degli alberi di questo luogo magico e suggestivo. Un percorso che si snoda nella Foresta della Valle Intelvi punteggiato dalle sculture realizzate dagli artisti dell’associazione “La maschera di Schignano” in collaborazione con l’Ente Regionale per le Foreste.

Dopo aver lasciato l’auto, si segue il sentiero fino all’Alpe Nava (952m) che rappresenta il punto di partenza di questo percorso. Si prosegue fino all’Alpe Comana (1100m) dove completano il paesaggio un laghetto ed un agriturismo.

È da qui che inizia una salita che conduce alla cima del Monte Comana (1210m), dalla quale si ammira uno splendido panorama sul Lago di Como. Si prosegue poi lungo il bosco, fino alla Colma di Binate.

Al sentiero quindi, non manca proprio nulla!

Ps. Attenzione a qualche pendenza: in alcuni tratti, scalini di legno aiutano in tali passaggi.

Il sentiero permette di trascorrere delle ore praticando la più fisiologica tra le attività fisiche, la camminata in mezzo alla natura, all’aria aperta, giocando a scovare le opere d’arte che capaci intagliatori del legno hanno creato con i loro scalpelli, dando vita alle cortecce e ai tronchi degli alberi.

Ci si divertirà a scorgere nel bosco sculture di uomini, donne, bambini, animali. Volti e figure da interpretare secondo la propria immaginazione e fantasia intravedendo in loro le emozioni tipiche dell’uomo, quali allegria, stupore, amore, saggezza e furbizia…e tutto ciò viene colto dall’escursionista in maniera immediata e toccante, tanto che il sentiero prende il nome proprio da questo!

Partenza: si lascia l’auto in località Posa (840 m)

Arrivo: Colma di Binate

Tempo di percorrenza: 3 ore

Dislivello: 370m

LA CASCATA DELLA TROGGIA (Introbio)

Stiamo per scoprire un’incantevole scorcio della Lombardia. Non costa molto sforzo fisico, ma vale la pena di essere conosciuto.

Esiste un torrente che nasce dal Lago di Sasso e che prosegue il suo corso nella Val Biondino. Ad Introbio, in provincia di Lecco, forma una cascata alta addirittura 100m, spumeggiante e fragorosa e si può avere il privilegio di vederla da vicino.

Il sentiero è molto breve e ben indicato; si costeggia il torrente in una camminata semplice e pianeggiante, fatta eccezione per un piccolo tratto di salita.

Uno spettacolo, al termine della valletta, ci farà scoprire che le meraviglie sono proprio dietro l’angolo: la cascata è a pochissimi chilometri dal centro abitato di Introbio, ad appena 585 m.s.l.m.

“…entrando per via di Lecco, si trova la Trosa, fiume che cade da un sasso altissimo…”

Ne parlava così Leonardo Da Vinci, nel 1495, descrivendo con naturale stupore il salto d’acqua che sbucando dalle rocce, termina il suo balzo in un laghetto.

Ma non è corretto dire che il corso dell’acqua termina in quel punto. Anzi, prosegue e si unisce al Torrente Pioverna, attraversa la Valsassina, penetra nelle gole dell’Orrido di Bellano e infine, sfocia nel conosciutissimo Lago di Como.

A livello storico, è bene sapere che nel 1902 sorse la prima centrale idroelettrica del posto che, sfruttando l’energia del torrente Troggia, consentiva la fornitura di corrente elettrica alla Val Biandino e, nel 1971, anche al Santuario della Madonna della Neve, storico monumento risalente al XVII secolo, che si trova a 1589m.

Partenza: Introbio (600m), nel parcheggio nei pressi della Norda o stabilimento Ciresa.

Arrivo: cascata Troggia

Lunghezza del percorso: 1 km

“Basterebbe una passeggiata in mezzo alla natura, fermarsi un momento ad ascoltare, spogliarsi del superfluo e comprendere che non occorre poi molto per vivere bene”.

Mario Rigoni Stern

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